domenica 12 novembre 2017

ERESIE CHIESA CATTOLICA ROMANA: CHI E' "LA DONNA VESTITA DI SOLE" DI APOCALISSE 12

ERESIE CHIESA CATTOLICA ROMANA: CHI E' "LA DONNA VESTITA DI SOLE" DI APOCALISSE 12



E' proprio vero che il Signore ha chiuso gli occhi. Come si puo' ragionare con mente terrena in un versetto Biblico che tratta cose Celesti! Le ali per volare nel deserto e' Spirituale. Il demonio agisce con armi spirituali non fisiche. Come si fa a non capire per nulla le scritture!

martedì 29 marzo 2016

TESTIMONIANZE DI EX CATTOLICI ROMANI: La Testimonianza di un fervente cattolico carismatico, convertitosi al Signore Gesu'

TESTIMONIANZE DI EX CATTOLICI ROMANI: La Testimonianza di un fervente cattolico carismatico, convertitosi al Signore Gesu'



Sei bugiardo! E Gesu' insegna a non dire falsa testimonianza, lo dovresti sapere. La chiesa cattolica non insegna ad amare Maria prima di Gesu'. Ci sono stata anch'io al Rinnovamento dell' Spiriro Santo e mai ho sentito acclamare Maria se non come corredentrice di Gesu',

martedì 10 dicembre 2013

NON CONFIDATE NEI CARRI E NEI CAVALIERI PERCHE' SONO POTENTI

La salvezza proviene da Dio soltanto


Is 31:1 Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso,

hanno fiducia nei cavalli,

confidano nei carri, perché sono numerosi, e nei cavalieri,

perché sono molto potenti,

ma non guardano al Santo d'Israele

e non cercano il SIGNORE!

2 Eppure,  è saggio; fa venire il male

e non revoca le sue parole; ma insorge contro la casa dei malvagi

e contro il soccorso degli artefici d'iniquità.

3 Gli Egiziani sono uomini, e non Dio;

i loro cavalli sono carne, e non spirito;

quando il SIGNORE stenderà la sua mano,

il protettore inciamperà, cadrà il protetto,

e periranno tutti assieme.

Is 30:27, ecc.; 37:26, ecc.; Pr 21:30-31

4 Poiché così mi ha detto il SIGNORE:

«Come il leone o il leoncello rugge sulla sua preda,

benché una folla di pastori gli sia raccolta contro,

non si spaventa alla loro voce,

né si lascia intimidire dallo strepito che fanno,

così scenderà il SIGNORE degli eserciti

a combattere sul monte Sion e sul suo colle.

5 Come gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata,

così il SIGNORE degli eserciti proteggerà Gerusalemme;

la proteggerà, la libererà,

la risparmierà, la farà scampare».

6 Tornate a colui dal quale vi siete così profondamente allontanati,

o figli d'Israele!

7 Poiché, in quel giorno, ognuno getterà via i suoi idoli d'argento

e i suoi idoli d'oro,

che le vostre mani hanno fatto per peccare.

8 «Allora l'Assiro cadrà, non per una spada d'uomo;

una spada, che non è d'uomo, lo divorerà;

egli fuggirà davanti alla spada

e i suoi giovani saranno resi schiavi.

9 La sua rocca fuggirà spaventata

e i suoi prìncipi saranno atterriti davanti al vessillo»,

dice il SIGNORE che ha il suo fuoco in Sion

e la sua fornace in Gerusalemme.


Commento:
Il Signore ci mette in guardia dai carri e dai cavalli (e cavalieri) che sono pedine di Satana i quali negli ultimi tempi cercheranno di corrompere con promesse di potere. Non cercare conforto nei carri e nei cavalieri intende proprio questo.

LA SALVEZZA DI ISRAELE

(Gr 30:18-22; 33:6-13, 23-26) Sl 85; 126

Ger 31:1 «In quel tempo», dice il SIGNORE, «io sarò il Dio di tutte le famiglie d'Israele, ed esse saranno il mio popolo».

2 Così parla il SIGNORE:

«Il popolo scampato dalla spada

ha trovato grazia nel deserto;

io sto per dar riposo a Israele».

3 Da tempi lontani il SIGNORE mi è apparso.

«Sì, io ti amo di un amore eterno;

perciò ti prolungo la mia bontà.

4 Io ti ricostruirò, e tu sarai ricostruita,

vergine d'Israele!

Tu sarai di nuovo adorna dei tuoi tamburelli,

e uscirai in mezzo alle danze di quelli che gioiscono.

5 Pianterai ancora delle vigne sui monti di Samaria;

i piantatori pianteranno e raccoglieranno il frutto.

6 Infatti verrà il giorno in cui le guardie grideranno sul monte di Efraim:

"Alzatevi, saliamo a Sion, al SIGNORE, nostro Dio"».

7 Infatti così parla il SIGNORE:

«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,

prorompete in grida, per il capo delle nazioni;

fate udire le vostre lodi, e dite:

"SIGNORE, salva il tuo popolo, il residuo d'Israele!"

8 Ecco, io li riconduco dal paese del settentrione,

e li raccolgo dalle estremità della terra;

tra di loro sono il cieco e lo zoppo,

la donna incinta e quella in doglie di parto:

una gran moltitudine, che ritorna qua.

9 Vengono piangenti e imploranti;

li guido, li conduco ai torrenti,

per una via diritta dove non inciamperanno;

perché sono diventato un padre per Israele,

ed Efraim è il mio primogenito.

10 Voi nazioni, ascoltate la parola del SIGNORE,

e proclamatela alle isole lontane;

dite: "Colui che ha disperso Israele lo raccoglie,

lo custodisce come fa il pastore con il suo gregge".

11 Infatti il SIGNORE ha riscattato Giacobbe,

l'ha salvato dalla mano d'uno più forte di lui.

12 Quelli verranno e canteranno di gioia sulle alture di Sion,

affluiranno verso i beni del SIGNORE:

al frumento, al vino, all'olio,

al frutto delle greggi e degli armenti;

essi saranno come un giardino annaffiato,

non continueranno più a languire.

13 Allora la vergine si rallegrerà nella danza,

i giovani gioiranno insieme ai vecchi;

io muterò il loro lutto in gioia, li consolerò,

li rallegrerò liberandoli del loro dolore.

14 Sazierò di grasso i sacerdoti

e il mio popolo sarà saziato dei miei beni», dice il SIGNORE.

Mt 2:16-18 (Le 26:39-45; Gr 50:4-8)

15 Così parla il SIGNORE:

«Si è udita una voce a Rama,

un lamento, un pianto amaro;

Rachele piange i suoi figli;

lei rifiuta di essere consolata dei suoi figli,

perché non sono più».

16 Così parla il SIGNORE:

«Trattieni la tua voce dal piangere,

i tuoi occhi dal versare lacrime;

poiché l'opera tua sarà ricompensata», dice il SIGNORE;

«essi ritorneranno dal paese del nemico;

17 c'è speranza per il tuo avvenire», dice il SIGNORE;

«i tuoi figli ritorneranno entro le loro frontiere.

18 Io odo, odo Efraim che si rammarica:

"Tu mi hai punito,

come un vitello non domato;

convertimi, e io mi convertirò,

poiché tu sei il SIGNORE, il mio Dio.

19 Dopo che mi sono sviato, io mi sono pentito;

dopo che ho riconosciuto il mio stato, mi sono battuto l'anca;

io sono coperto di vergogna, confuso,

perché porto l'infamia della mia giovinezza".

20 Efraim è dunque per me un figlio così caro?

un figlio prediletto?

Da quando io parlo contro di lui, è più vivo e continuo

il ricordo che ne ho;

perciò le mie viscere si commuovono per lui,

e io certo ne avrò pietà», dice il SIGNORE.

21 «Metti delle pietre miliari, fatti dei pali indicatori,

poni ben mente alla strada, alla via che hai seguita.

Ritorna, vergine d'Israele,

torna a queste città che sono tue!

22 Fino a quando te ne andrai vagabonda,

figlia infedele?

Poiché il SIGNORE crea una cosa nuova sulla terra:

la donna che corteggia l'uomo».

Za 8:1-8, 11-15

23 Così parla il SIGNORE degli eserciti, Dio d'Israele:

«Si dirà pure questa parola nel paese di Giuda e nelle sue città,

quando li avrò fatti tornare dalla deportazione:

Il SIGNORE ti benedica, territorio di giustizia, monte santo!

24 Là si stabiliranno assieme Giuda e tutte le sue città;

gli agricoltori e quelli che guidano le greggi.

25 Poiché io ristorerò l'anima stanca,

sazierò ogni anima languente».

26 A questo punto mi sono svegliato e ho guardato;

e il mio sonno mi era stato dolce.

27 «Ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,

«in cui io seminerò la casa d'Israele e la casa di Giuda

di semenza d'uomini e di semenza d'animali.

28 Avverrà che, come ho vegliato su di loro

per sradicare e per demolire,

per abbattere,

per distruggere e per nuocere,

così veglierò su di loro per costruire e per piantare»,

dice il SIGNORE.

29 «In quei giorni non si dirà più:

"I padri hanno mangiato uva acerba

e i denti dei figli si sono allegati",

30 ma ognuno morirà per la propria iniquità;

chiunque mangerà l'uva acerba

avrà i denti allegati.

(Eb 8:6-13; 10:14-18)(Gr 32:37-40; Ez 36:24-28)

31 Ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,

«in cui io farò un nuovo patto

con la casa d'Israele e con la casa di Giuda;

32 non come il patto che feci con i loro padri

il giorno che li presi per mano

per condurli fuori dal paese d'Egitto:

patto che essi violarono,

sebbene io fossi loro signore», dice il SIGNORE;

33 «ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele,

dopo quei giorni», dice il SIGNORE:

«io metterò la mia legge nell'intimo loro,

la scriverò sul loro cuore,

e io sarò loro Dio,

ed essi saranno mio popolo.

34 Nessuno istruirà più il suo compagno

o il proprio fratello, dicendo:

"Conoscete il SIGNORE!",

poiché tutti mi conosceranno,

dal più piccolo al più grande», dice il SIGNORE.

«Poiché io perdonerò la loro iniquità,

non mi ricorderò del loro peccato».

Gr 33:20, ecc. (Gl 3:17; Ez 48:35) Sl 102:13-16

35 Così parla il SIGNORE, che ha dato il sole come luce del giorno

e le leggi alla luna e alle stelle perché siano luce alla notte;

che solleva il mare in modo che ne mugghiano le onde;

colui che ha nome: il SIGNORE degli eserciti.

36 «Se quelle leggi verranno a mancare davanti a me», dice il SIGNORE,

«allora anche la discendenza d'Israele cesserà di essere per sempre una nazione in mia presenza».

37 Così parla il SIGNORE: «Se i cieli di sopra possono essere misurati

e le fondamenta della terra di sotto, scandagliate,

allora anch'io rigetterò tutta la discendenza d'Israele

per tutto quello che essi hanno fatto», dice il SIGNORE.

38 «Ecco, i giorni vengono», dice il SIGNORE,

«che questa città sarà ricostruita in onore del SIGNORE,

dalla torre di Cananeel alla porta dell'Angolo.

39 Di là la corda per misurare sarà tirata in linea retta

fino al colle di Gareb

e girerà dal lato di Goa.

40 Tutta la valle dei cadaveri e delle ceneri

e tutti i campi fino al torrente Chidron,

fino all'angolo della porta dei Cavalli verso oriente,

saranno consacrati al SIGNORE,

e non saranno più sconvolti né distrutti, per sempre».

domenica 10 novembre 2013

Ma Eva non va al Padre. Eva torna dal Serpente

BRANI TRATTI DALL’EVANGELO
COME MI è STATO RIVELATO
di MARIA VALTORTA
1° LIBRO (1a e 2a parte)
da pag. 1 a pag 196
Confronto tra la prima donna Eva e La Donna per Eccellenza e Santità Maria SS. La quale ci parla di come sbagliamo spesso noi mogli con i nostri mariti, dimostrando poca fiducia in Dio. Per analizzare poi il rapporto che esisteva tra Lei e Giuseppe. Verrà analizzata la figura dei pastori, di Zaccaria e di Simeone.
Maria può essere chiamata la “secondogenita” del Padre perché, per perfezione data e saputa conservare, e per dignità di Sposa e Madre di Dio e di Regina del Cielo, viene seconda dopo il Figlio del Padre e seconda nel suo eterno Pensiero. Anche Eva era stata creata senza macchia. Ma spontaneamente volle corrompersi.
Dice Gesù: “I giusti sono sempre dei sapienti perché, essendo amici di Dio, vivono in sua compagnia e sono da Lui istruiti; da Lui, Infinita Sapienza…”
angeli… non occorre essere vergini per essere casti. E i talami casti hanno a loro custodi gli angeli ad essi scendono figli buoni, che della virtù dei genitori fanno la norma della loro vita. Ora pensa quale dovette esser la bellezza di quest’anima che il Padre aveva vagheggiata da prima che il tempo fosse, (Maria Santissima) […] che Dio creò per Sé e poi per salute agli uomini! [… ] mia Madre amò da quando fu concepita […]
Cosa è che dà allo spirito luce e conoscenza? La Grazia. Cosa è che leva la Grazia? Il peccato d’origine e il peccato mortale[…] coi vostri vizi vi avviate unicamente al superdemone,[ … ] “
[…] Dio non aveva ancora fatto la Terra, i fiumi e i cardini del mondo, ed io ero. … io ero con Lui a ordinare tutte le cose. Sempre nella gioia scherzavo dinanzi a Lui continuamente, scherzavo nell’universo[…]”
Le avete applicate alla Sapienza, ma parlano di Lei: la bella Madre, la santa Madre, la vergine Madre della Sapienza che Io sono che ti parlo. [...]E tanto vi continua a dare per Lei, a richiesta di Lei, per la gioia di Lei, perché la sua gioia si riversa nella gioia di Dio e l’aumenta[ … ] Ma la Mente suprema, a cui sono noti tutti gli avvenimenti più lontani nei secoli, la cui vista vede incessantemente tutto quanto era, è e sarà; e che, mentre contempla il passato e osserva il presente, ecco che sprofonda lo sguardo nell’ultimo futuro e non ignora come sarà il morire dell’ultimo uomo, senza confusione né discontinuità, […]
Alla gioia di Dio, al bisogno di Dio nulla occorreva. Egli si basta a Se stesso. Non ha che contemplarsi per bearsi, nutrirsi, vivere e riposarsi. Tutto il creato non ha aumentato di un atomo la sua infinità di gioia, bellezza, vita, potenza. Ma tutto l’ha fatto per la creatura che ha voluto mettere re nell’opera da Lui fatta: L’uomo. Di Dio (2)essere viventi dovete essere grati… Quanto sapete, lo sapete per lume di Dio. Quanto scoprite, lo scoprite per indicazione di Dio. Nel Bene. Le altre cognizioni e scoperte, che portano segno di male, vengono dal Male supremo: Satana. […]
E poiché la Bontà eterna non ha limiti nel suo esser buona, prima che la Colpa fosse pensò il mezzo per annullare la Colpa. Il mezzo: Io. Lo strumento […] Maria. [… ]
Tutte le cose sono state create per Me, Figlio diletto del Padre. Voi non fate come le piante e gli animali. Voi avete avuto a maestro Satana, lo avete voluto a maestro e lo volete. E le opere che fate sono degne del maestro che avete voluto. Ma, se foste stati fedeli a Dio avreste avuto la gioia dei figli, santamente, senza dolore, senza spossarvi in copule oscene, indegne, che ignorano anche le bestie, le bestie senz’anima ragionevole e spirituale. La rivincita di Dio! Fischia, o Satana il tuo livore mentre Ella nasce. Questa Pargola ti ha vinto! Prima che tu fossi il Ribelle, il Tortuoso, il Corruttore, eri già il Vinto, e Lei è la tua Vincitrice. Ora il vostro amore, o uomini, i vostri amori, che sono? O libidine vestita da amore. O paura insanabile di perdere l’amore del coniuge per libidine sua e di altri. Non siete mai più sicuri del possesso del cuore dello sposo o della sposa, da quando libidine è nel mondo. E tremate e piangete e divenite folli di gelosia, assassini talora per vendicare un tradimento, maria bambina al tempiodisperati tal altra, abulici in certi casi, dementi in altri. La sublime rivincita di Dio sulla vendetta di Satana è stata il portare la perfezione della creatura diletta ad una superperfezione […]
La Verginità della Vergine! Vieni. Medita questa verginità profonda, che dà nel contemplarla vertigini d’abisso! La tentazione più forte: non negarsi il conforto della figlia intorno alla loro vita declinante. Ma i figli sono di Dio prima che dei genitori. […]
Che resta a Gioacchino infermo e che alla sua dolente sposa […] i ricordi. E, con questi, una pace che viene dal dire: ”Soffro, ma ho fatto il mio dovere d’amore verso Dio”. […]
La retta coscienza dà morte serena e le preghiere dei santi vi ottengono tal morte. L’uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio. Una delle somiglianze è nella possibilità, per lo spirito, di ricordare, vedere e prevedere. Questo spiega la facoltà di leggere nel futuro. Facoltà che viene, per volere di Dio, molte volte e direttamente, altre per ricordo che si alza come sole su un mattino, illuminando un dato punto dell’orizzonte dei secoli già visto dal seno di Dio. Sono i misteri che sono troppo alti perché li possiate comprendere in pieno. Ma riflettete. […] può forse darvi cosa che sia diversa da Lui? Ve la dà in parte infinitesimale, perchè non potrebbe la creatura contenere il Creatore. Ma quella parte è perfetta e completa nella sua infinitesimalità. […]
(si rivolge alla Valtorta) Ti sei saturata di Me, della mia parola, hai portato i miei desideri fra le persone, e le migliori hanno compreso e dietro te, vittima, molte e molte ne sono sorte, e se non è la rovina completa della tua patria e dei luoghi che a te sono più cari è perché molte ostie sono state consumate dietro il tuo esempio e il tuo adamoedevaministero. Grazie, benedetta. Ma continua ancora. Ho molto bisogno di salvare la Terra. Di ricomprare la Terra. Le monete siete voi, vittime. […]
Dio aveva proibito la conoscenza del Bene e del Male, perché il bene lo aveva elargito alle sue creature gratuitamente, e il Male non voleva che lo conosceste, perché è frutto dolce al palato ma che, sceso col suo succo nel sangue, ne desta una febbre che uccide e produce arsione, per cui più si beve di quel suo succo mendace e più se ne ha sete. Voi obbietterete: “E perché ce l’ha messo?” E perché! Perché il male è una forza che è nata da sola, come certi mali mostruosi nel corpo più sano. Lucifero era angelo, il più bello degli angeli. Spirito perfetto, inferiore a Dio soltanto. Eppure nel suo essere luminoso nacque un vapore di superbia che esso non disperse. Ma anzi condensò covandolo. E da questa incubazione è nato il Male. Esso era prima che l’uomo fosse.
[…] è rimasto l’eterno Incubatore del Male e, non potendo più insozzare il Paradiso, ha insozzato la Terra.Ma non vogliate usurparmi il diritto di essere il Creatore dell’uomo. A propagare la stirpe umana basterà il mio amore che circolerà in voi […] per solo palpito di carità […]
Tutto vi dono. Solo mi serbo questo mistero della formazione dell’uomo. Satana … con la sua lingua serpentina ha blandito e accarezzato membra e occhi di Eva, suscitandone riflessi e acutezze che prima non avevano, perché la Malizia non li aveva intossicati. Essa “vide”. E vedendo volle provare. La carne era destata. Oh! Se avesse chiamato Dio! […] Il Padre l’avrebbe purificata e guarita col suo alito [… ]Ma Eva non va al Padre. Eva torna dal Serpente. Quella sensazione è dolce per lei. E Eva“comprese”. Ormai la malizia era scesa a morderle le viscere. […] Iniziò sola il peccato. Lo portò a termine col compagno. Ecco perché sulla donna pesa condanna maggiore. […] E’ per lei che non ha più saputo dominare  i suoi tre regni: dello spirito [… ]del morale, [… ]della carne […] Non c’è che la Grazia che riesca ad allentare la stretta di questo mostro spietato.
Il principio della colpa fu nella disubbidienza. La pianta: il mezzo per provare l’ubbidienza dei figli. Che è la disubbidienza? E’ male, perché mette l’animo nelle disposizioni di ribellione su cui Satana può operare. Eva […] La sua presunzione la rovina. La presunzione è già lievito di superbia. E la seduzione è continuata, perché non vi fu volontà di spezzarla, ma anzi volontà di continuarla e di conoscere ciò che non era dell’uomo. […] dalle sue rame pende il  frutto dell’amaro sapere che viene da Satana. E la ferita di Eva generò la sofferenza, che non si placherà finché non sarà estinta l’ultima coppia sulla Terra.
(Maria Santissima) Dio m’aveva chiesto d’esser vergine. Ho ubbidito.[ …] d’essere sposa. Ho ubbidito, riportando il matrimonio a quel grado di purezza che era nel pensiero di Dio quando aveva creato i due Primi. … mi chiedeva d’esser Madre. Ho ubbidito. Ho creduto che ciò fosse possibile e che quella parola venisse da Dio, perché la pace si diffondeva in me nell’udirla. […] Eva volle il godimento, il trionfo, la libertà. Io accettai il dolore, l’annichilimento, la schiavitù. Quel“si” ha annullato il “no” di Eva al comando di Dio.Eva1
(Gesù si rivolge alla Valtorta) Maria, bisogna sempre saper essere gradino perché gli altri salgano a Dio. Se ci calpestano, non fa niente. Purché riescano ad andare alla Croce.[ …] Voi siete redenti da Me. Ma il veleno di Satana rimane sempre pronto a risorgere, come certi morbi che non si annullano mai totalmente nel sangue. […] la Grazie è lume, e chi la possiede conosce ciò che è utile e buono conoscere.[ …]
(Eva)  Credette a Satana, infranse la promessa, volle sapere il non buono, lo amò senza rimorso, rese l’amore, che Io avevo dato così santo, una corrotta cosa, una avvilita cosa. […] Accettate, accettate senza malizia e cocciutaggine, senza ironia e incredulità, la Luce. […] Ve ne ho voluto parlare perché ora il novanta per cento fra voi è simile ad Eva intossicata dal fiato e dalla parola di Lucifero, e non vivete per amarvi ma per saziarvi di senso. L’anima l’avete uccisa e la ragione depravata. In verità vi dico che i bruti vi superano nella onestà dei loro amori. Siete deboli, poveri difettosi? Invocate la santità del Signore: “Santo, Santo, Santo!” Chiamatelo […] Egli verrà trasfondendovi la sua santità. […]
Gli angeli, esseri superiori alle debolezze dell’umanità, non cessano un istante di cantare il loro “Sanctus”, […] Imitate gli angeli. Non spogliatevi mai della protezione della preghiera, contro la quale si spuntano le armi di Satana, le malizie del mondo e gli appetiti della carne e le superbie della mente. … La Terra ha bisogno di un lavacro di preghiere per mondarsi dalle colpe che attirano i castighi di Dio. E, posto che pochi pregano, quei pochi devono pregare come fossero tanti. Moltiplicare le loro preghiere vive per fare di esse quella somma necessaria per ottenere grazia. Sono vive le preghiere quando sono condite di vero amore e di sacrificio. Il dono di Dio deve farci sempre più buoni. Più da Lui riceviamo e più dobbiamo dare. Perché più riceviamo e più è segno che Egli è in noi e con noi. E più egli è in noi e con noi, e più noi dobbiamo sforzarci a raggiungere la sua perfezione. […] Dio è padrone del tempo. […]L’egoismo non affretta, ritarda. La carità non ritarda, affretta. Tenetevelo sempre presente.
immacolata(Parla Maria Santissima) Il Signore farà completa la tua gioia. Credi in Lui completamente, spera infinitamente, ama totalmente. L’Altissimo ti esaudirà più che tu non osi sperarlo. Egli vuole questa tua fede totale a lavacro della tua diffidenza passata. Dì nel tuo cuore, con me: “Credo”. Dillo ad ogni battito del cuore. I tesori di Dio si aprono a chi crede in Lui e nella sua potente bontà.
(Maria Santissima) Io sola, senza macchia e che non avevo avuto coniugio umano, fui esente dal generare con dolore. La tristezza e il dolore sono i frutti della colpa. Io, che ero l’Incolpevole, dovetti conoscere anche il dolore e la tristezza, perché ero la Corredentrice. Ma non conobbi lo strazio del generare.
(Maria Santissima)[ …] dire: “Gesù, per il tuo Nome, salvaci” e dire: “Padre, perdonaci”. E dire infine: “Signore, io non sono degno. Ma se Tu mi perdoni e vieni a me, la mia anima sarà guarita, ed io non voglio, no, non voglio più peccare, per non tornare ammalato e in odio a Te.”
(Maria Santissima) E’ la vigilia del Giovedì santo. … Nessuna visione beatifica o pacifica varrà a toglierti quel dolore dal cuore. E tienilo caro più della tua stessa vita. Perché è il dono più grande che Dio possa concedere ad un credente nel suo figlio.
(Maria Santissima) Chi può dire la mia battaglia contro lo scoramento, che voleva soverchiarmi per persuadermi che avevo sperato invano nel Signore? Oh! Io credo che fu rabbia di Satana! Sentii il dubbio sorgermi alle spalle e allungare le sue branche gelide per imprigionarmi l’anima e fermarla nel suo orare. Il dubbio che è così pericoloso,Maria SS 1 letale per lo spirito. Letale, perché è il primo agente della malattia mortale che ha nome “disperazione” e al quale si deve reagire con ogni forza, per non perire nell’anima e perdere Dio.
(Maria Santissima) Figli, occorre sperare, pregare, perdonare per ottenere che Dio intervenga in nostro favore. Vivete anche voi la vostra passione. Meritata per le vostre colpe. Io vi insegno come superarla e mutarla in gioia. Sperate oltre misura. Pregate senza sfiducia. Perdonate per essere perdonati. Il perdono di Dio sarà la pace che desiderate, o figli.
(Maria Santissima) […] condizioni essenziali per piacere a Dio e ricevere la sua continua venuta in cuore. Fede. Giuseppe ha creduto ciecamente alle parole del messo celeste. Non chiedeva che di credere, perché era in lui convinzione sincera che Dio è buono e che a lui, che aveva sperato nel Signore, il Signore non avrebbe serbato il dolore d’esser un tradito, un deluso, uno schernito dal suo prossimo… la legge dice: “Ama il tuo prossimo come te stesso.” Noi ci amiamo tanto che ci crediamo perfetti anche quando non lo siamo. Perché allora disamare il prossimo pensandolo imperfetto? Carità assoluta. Carità che sa perdonare, che vuole perdonare. Perdonare in anticipo, scusando in cuor proprio le manchevolezze del prossimo. Perdonare al momento, concedendo tutte le attenuanti al colpevole. Umiltà  assoluta come la carità. Sapere riconoscere che si è mancato anche col semplice pensiero […] quella che sa tacere le meraviglie di Dio in noi, quando non è necessario proclamarle per dargliene lode, per non avvilire il prossimo che non ha tali doni speciali da Dio.
fuga in Egitto(Maria Santissima) Richiamo però l’attenzione delle mogli su un punto. Troppe unioni si mutano in disunioni per colpa delle mogli, le quali non hanno quell’amore che è tutto – gentilezza, pietà, conforto – verso il marito. Sull’uomo non pesa la sofferenza fisica che grava sulla donna. Ma pesano tutte le preoccupazioni morali. Necessità di lavoro, decisioni da prendere, responsabilità davanti ai poteri costituiti e alla famiglia propria… oh! Quante cose non pesano sull’uomo! E quanto ha bisogno anche lui di conforto! Ebbene, l’egoismo è tale che al marito stanco, sfiduciato, avvilito, preoccupato, la donna aggiunge il peso di inutili, e talora ingiusti, lamenti. Tutto questo perché è egoista. Non ama. Amare non è soddisfare se stessi nel senso e nell’utile. Amare è soddisfare chi si ama, oltre il senso e l’utile, dando al suo spirito quell’aiuto di che ha bisogno per poter tenere aperte sempre l’ali nei cieli della speranza e della pace.
(Maria Santissima)[…] la fiducia in Dio. La fiducia riassume le virtù teologali. Chi ha fiducia è segno che ha fede. Chi ha fiducia è segno che spera. Chi ha fiducia è segno che ama. Quando uno ama, spera, crede in una persona, ha fiducia. Altrimenti no. Dio merita questa nostra fiducia. Se la diamo a dei poveri uomini capaci di mancare, perché la si deve negare a Dio che non manca mai? La fiducia è segno di umiltà. Il superbo dice: “faccio da me. Non mi fido di costui perché è un incapace, un mentitore, un prepotente…” L’umile dice: “Mi fido. Perché non mi dovrei fidare? Perché devo pensare che io sono meglio di lui?”. E con più ragione così dice di Dio: “Perché devo diffidare di Colui che è buono? Perché devo pensare che io sono capace di fare da me?”. Dio all’umile si dona. Ma si ritira a chi è superbo. La fiducia è anche ubbidienza. E Dio ama l’ubbidiente. L’ubbidienza è segno che noi ci riconosciamo figli di Lui e riconosciamo Dio per Padre. E un Padre vero e Padre perfetto. […] Ogni evento non può accadere se Dio non lo permette.[ …] E non maledire mai. Lasciate a Dio la cura. A Lui, Signore di tutti, spetta di benedire e maledire i suoi creati.
risorto1(Maria Santissima) E’ nella pena che si conquista la pace e ogni grazia per noi e per il prossimo. Gesù-Uomo tornò Gesù-Dio dopo la tremenda pena della Passione. Tornò Pace. Pace nel Cielo da cui era venuto e dal quale ora effonde la sua pace a coloro che nel mondo lo amano. Ma nelle ore di Passione, lui, pace del mondo, fu privato di questa pace. Non avrebbe sofferto se l’avesse avuta. E doveva soffrire.
(Maria Santissima)  […] il peccato d’Eva era albero di quattro rami: superbia, avarizia, golosità, lussuria. E tutti e quattro andavano stroncati prima di sterilire l’albero dalle radici. Umiliandomi sino al profondo, ho vinto la superbia. … hai mai riflettuto quali umiliazioni dovetti subire, e senza difendermi in nessuna maniera, da parte degli uomini? Ho vinto l’avarizia dei Progenitori rinunciando in anticipo di tempo alla mia Creatura. …E io ho rinunciato, dal momento che l’ho avuto, al Figlio mio. A Dio l’ho dato. Io, del Frutto del mio seno, me ne sono spogliata per riparare al furto di Eva del frutto di Dio. Ho vinto la golosità, e del sapere e del godere, accettando di sapere unicamente ciò che Dio voleva sapessi, senza chiedere a me o a Lui più di quanto mi fosse detto… La carne, strumento di Satana, l’ho confinata con Satana sotto al mio calcagno per farmene scalino per avvicinarmi al cielo. Ho vinto la lussuria,  la quale è la golosità portata all’ingordigia. Perché ogni vizio non frenato conduce ad un vizio più grande. E la golosità di Eva, già riprovevole, la condusse alla lussuria. Non le bastò più il darsi soddisfazione da sola. Volle spingere il suo delitto ad una raffinata intensità, e conobbe e si fece maestra di lussuria al compagno. Io ho capovolto i termini e, in luogo di scendere, sono sempre salita. In luogo di far scendere, ho sempre attirato in alto, e del mio compagno, un onesto, ho fatto un angelo.[ …] Eppure non bastava ancora per ottenere alla donna la pace perduta da Eva. Quella ve la ottenni ai piedi della Croce. Nel veder morire Quello che tu hai visto nascere. […] per aver forza per le future crocifissioni che non ti saranno risparmiate, perché qui ti vogliamo e qui si viene attraverso il dolore, perché qui ti vogliamo e tanto più alto si viene quanto più si è portato pena per ottenere Grazia al mondo.
(Gesù parla dei pastori di Betlemme) Ora ti dico che i pastori sono i primi adoratori del Corpo di Dio. E in loro vi sono tutti i requisiti richiesti per essere adoratori del Corpo mio, anime eucaristiche. Fede sicura: essi credono prontamente e presepe1ciecamente all’angelo. Generosità: essi danno tutta la loro ricchezza al loro Signore. Umiltà: si accostano a dei più poveri, umanamente, di loro con modestia di atti che non avvilisce, e si professano servi loro. Desiderio: quanto non possono dare da loro, si industriano a procurare con apostolato e fatica. Prontezza di ubbidienza: Maria desidera sia avvertito Zaccaria, ed Elia va subito. Non rimanda. Amore, essi non sanno staccarsi di là, e tu dici: “lasciano là il loro cuore”. Dici bene. Ma non bisognerebbe fare così anche con il mio Sacramento? … A chi ha l’anima di fanciullo Dio si mostra e mostra i suoi misteri e permette che oda le parole divine e di Maria. … Chi mi chiede a Lei, da Lei mi riceve. Il sorriso di mia Madre, quando una creatura le dice: “Dammi il tuo Gesù, che lo ami”, fa trascolorare i Cieli in un più vivo splendore di letizia, tanto è felice.
(Parla Maria Santissima circa la volontà di Zaccaria di tenere il bambino Gesù a Betlemme, mentre i suoi genitori avrebbero voluto rimanere a Nazareth ) Zaccaria è un sacerdote. Giuseppe non lo è. Ma pure osserva come colui che non lo è ha lo spirito in Cielo più del sacerdote. Zaccaria pensa umanamente e umanamente interpreta le Scritture … Io cercai di fargli vedere la luce nelle profezie. Ma egli si sentiva più dotto di me e usava questo suo sentire a suo modo. Avrei potuto insistere e vincere. […] Ma ho rispettato il sacerdote per la sua zaccaria e giovannidignità, non per il suo sapere. … Non è la veste quella che consacra, è l’anima. Per giudicare se uno è un vero sacerdote bisogna giudicare ciò che esce dalla sua anima. Come ha detto Gesù, è dall’anima che escono le cose che santificano o che contaminano, … Noi ubbidimmo. E fu bene.
… L’ubbidienza salva sempre. Ricordalo. E il rispetto al sacerdote è sempre segno di formazione cristiana.
… Voi considerateli tali e non vi curate d’altro. Non siate più intransigenti del vostro Signore Gesù, il quale al loro comando lascia il Cielo e scende per essere elevato dalle loro mani. Imparate da Lui. E se sono ciechi, se sono sordi, dall’anima paralitica e il pensiero malato, se sono dei Lazzari in un sepolcro, chiamate Gesù che li risani, che li risusciti. […] Salvare un’anima è predestinare al Cielo la propria. […] Ogni sua preda è una luce che si aggiunge alla vostra eterna corona.
(Gesù parla di Simeone) Gli anni e le vicende non avevano intaccato e scosso la sua fede nel Signore, nelle sue promesse, e non avevano stancato la sua buona volontà d’esser sempre più degno di Dio. … Se gli uomini sapessero quale Amico perfetto è lo Spirito Santo, quale Guida, quale Maestro! Simeone ha atteso tutta una lunga vita di “vedere la Luce”, di sapere compiuta la promessa di Dio. Ma non ha mai dubitato. … Ha perseverato. E ha ottenuto di  “vedere” ciò che non videro il sacerdote e i sinedristi pieni di superbia e di opacità […] le parole di Anna. “A Chi ha dato un Salvatore non mancherà il potere di dare il suo angelo a confortare il tuo, il vostro pianto”. Pensate che Dio ha dato Se stesso per annullare l’opera di Satana negli spiriti. E non potrà ora vincere i satana che vi torturano? Non potrà asciugare il vostro pianto sgominando questi satana e mandando da capo la pace del suo Cristo? Perché non glielo chiedete, con fede? Fede vera, prepotente, una fede davanti alla quale il rigore di Dio, sdegnato da tante vostre colpe, cada con un sorriso e venga il perdono che è aiuto, e venga la sua benedizione ad essere arcobaleno su questa Terra che si sommerge in un diluvio di angelo custode (2)sangue voluto da voi stessi? Pensate: il Padre, dopo aver punito gli uomini col diluvio, disse a Se stesso e al suo patriarca: “Io non maledirò più la Terra a causa degli uomini, perché i sensi e i pensieri del cuore umano sono inclinati al male fin dall’adolescenza …
…mettete il vostro affanno ai piedi di Dio. Egli saprà mandarvi il suo angelo come ha mandato il Salvatore al mondo. Non temete. State uniti alla Croce. Essa ha vinto sempre le insidie del demonio, che viene con la ferocia degli uomini e le tristezze della vita a cercare di piegare alla disperazione, ossia alla separazione da Dio, i cuori che non può prendere in altra maniera. 

Ciò che Gesù disse ad una santa sull'evoluzione dell'uomo
tratto da "I Quaderni dal 1945 al 50" di Maria Valtorta
 pag.339, ed. CEV
 Sento la notizia che hanno trovato in una caverna scheletri di uomo-scimmia.
 Resto pensierosa dicendo:
 "Come possono asserire ciò? Saranno stati brutti uomini. Volti scimmieschi e corpi scimmieschi ce ne sono anche ora. Forse i primitivi erano diversi da noi nello scheletro".
 Mi viene un pensiero:
 "Ma diversi in bellezza. Non posso pensare che i primi uomini fossero più brutti di noi essendo più vicini all'esemplare perfetto che Dio aveva creato e che certo era bellissimo oltre che fortissimo".
 Penso a come la bellezza dell'opera creativa più perfetta si sia potuta avvilire tanto da permettere agli scienziati di negare che l'uomo sia stato creato uomo da Dio e non sia l'evoluzione dalla scimmia.
 Gesù mi parla e dice: "Cerca la chiave nel Cap. 6° della Genesi. Leggilo". Lo leggo.
 Gesù mi chiede: "Capisci?".
 "No, Signore. Capisco che gli uomini divennero subito corrotti e nulla più. Non so che attinenza abbia il capitolo con l'uomo scimmia".
 Gesù sorride e risponde:
«Non sei sola a non capire. Non capiscono i sapienti e non gli scienziati, non i credenti e non gli atei. Stammi attenta. E comincia a recitare (Cap. 6 v:1-4):
 "E avendo cominciato gli uomini a moltiplicarsi sulla terra e avendo avuto delle figliole i figli di Dio, o figli di Set, videro che le figliole degli uomini (figlie di Caino) erano belle e sposarono quelle che fra tutte quelle piacquero... Ora dunque, dopo che i figli di Dio si congiunsero colle figlie degli uomini e queste partorirono, ne vennero fuori quegli uomini potenti, famosi nei secoli".
 Gli uomini che per potenza del loro scheletro colpiscono i vostri scienziati, che ne deducono che al principio dei tempi l'uomo era molto più alto e forte di quanto è attualmente, e dalla struttura del loro cranio deducono che l'uomo derivi dalla scimmia. I soliti errori degli uomini davanti al mistero del creato.
 Non hai ancora capito. Ti spiego meglio. Se la disubbidienza all'ordine di Dio e le conseguenze della stessa avevano potuto inoculare negli innocenti il Male con tutte le sue diverse manifestazioni di lussuria, gola, ira, invidia, superbia e avarizia, e presto l'inoculazione fiorì in fratricidio provocato da superbia, ira, invidia e avarizia, quale più profondo dominio di Satana avrà provocato questo peccato secondo?
 Adamo ed Eva avevano mancato al primo dei comandi di Dio all'uomo. Comando sottinteso nell'altro di ubbidienza dato ai due: "Mangiate di tutto ma non di quest'albero". L'ubbidienza è amore. Se essi avessero ubbidito senza cedere a nessuna pressione del Male fatta al loro spirito, al loro intelletto, al loro cuore, alla loro carne, essi avrebbero amato Dio "con tutto il loro cuore, con tutta la loro anima, con tutte le loro forze" come molto tempo dopo fu esplicitamente ordinato dal Signore. Non lo fecero e furono puniti. Ma non peccarono nell'altro ramo dell'amore: quello verso il proprio prossimo. Non maledissero neppure Caino, ma piansero sul morto nella carne e sul morto nello spirito in ugual misura, riconoscendo che giusto era il dolore da Dio permesso, perché essi avevano creato il Dolore col loro peccato e per primi dovevano sperimentarlo in tutti i suoi rami. Rimasero perciò figli di Dio e con loro i discendenti venuti dopo questo dolore. Caino peccò contro l'amore di Dio e contro l'amore di prossimo. Infranse l'amore totalmente e Dio lo maledisse, e Caino non si pentì.
 Perciò egli e i propri figli non furono che figli dell'animale detto uomo.
 Se il primo peccato di Adamo ha fatto di tanto decadere l'uomo, che avrà prodotto di decadenza il secondo al quale si univa la maledizione di Dio? Quale fomiti di peccato nel cuore dell'uomo-animale perché privo di Dio, e a quale potenza saranno giunti, dopo che Caino ebbe non soltanto ascoltato il consiglio del Maledetto, ma lo ebbe abbracciato come un padrone diletto, uccidendo per ordine suo? La discesa di un ramo, di quello avvelenato dal possesso di Satana, non ebbe sosta ed ebbe mille volti. Quando Satana prende, corrompe in tutti i rami. Quando Satana è re, il suddito diviene un satana. Un satana con tutte le sfrenatezze di Satana. Un satana che va contro la legge divina e umana. Un satana che viola anche le più elementari e istintive norme di vivere da uomini dotati di anima, e si abbruttisce nei più laidi peccati dell'uomo bruto.
 Dove non è Dio è Satana. Dove l'uomo non ha più anima viva è l'uomo-bruto. Il bruto ama i bruti. La lussuria carnale perché afferrata ed esasperata da Satana, lo fa avido di tutti i connubi. Bello e seducente gli pare ciò che è orrido e sconvolgente come un incubo. Il lecito non lo appaga. É troppo poco e troppo onesto. E pazzo di libidine cerca l'illecito, il degradante, il bestiale.
 Quelli che non erano più figli di Dio, perché col padrone e come il padre avevano fuggito Dio per accogliere Satana si spinsero a questo illecito, degradante, bestiale. Ed ebbero mostri per figli e figlie. Quei mostri che ora colpiscono i vostri scienziati e li traggono in errore. Quei mostri che, per la potenza delle forme e per una selvaggia bellezza e un'ardenza belluina, frutti del connubio fra Caino e i bruti, fra i bruttissimi figli di Caino e le fiere, sedussero i figli di Dio, ossia i discendenti di Set per Enos, Cainan, Malaleel, Jared, Enoc di Jared - da non confondersi coll'Enoc di Caino - Matusala, Lamec e Noè padre di Sem, Cam e Jafet. Fu allora che Dio, ad impedire che il ramo dei figli di Dio si corrompesse tutto con il ramo dei figli degli uomini, mandò il generale diluvio a spegnere sotto il peso delle acque la libidine degli uomini e a distruggere i mostri generati dalla libidine dei senza Dio, insaziabili nel senso perché arsi dai fuochi di Satana.
 E l'uomo, l'uomo attuale, farnetica sulle linee somatiche e sugli angoli zigomatici, e non volendo ammettere un Creatore, perché troppo superbo per poter riconoscere di essere stato fatto, ammette la discendenza dai bruti! Per poter dire: "Noi da soli, ci siamo evoluti da animali a uomini". Si degrada, si autodegrada per non volersi umiliare davanti a Dio. E discende. Oh! se discende! Ai tempi della prima corruzione ebbe di animale l'aspetto. Ora ne ha il pensiero e il cuore, e la sua anima, per sempre più profondo connubio col male, ha preso il volto di Satana in troppi.
 Scrivilo questo dettato nel libro. Più ampiamente avrei trattato l'argomento, come ti avevo detto nel luogo del tuo esilio, a controbattere le teorie colpevoli di troppi pseudo-sapienti. Ma deve ben esservi un castigo per coloro che non mi vogliono sentire nelle parole che scrivi sotto dettatura mia. Avrei svelato grandi misteri. Perché l'uomo sapesse, ora che i tempi sono maturi. Non è più tempo da contentare le folle con le favolette. Sotto la metafora delle antiche storie sono le verità chiave a tutti i misteri dell'universo, ed Io li avrei spiegati attraverso il mio piccolo, paziente Giovanni.
 Perché l'uomo dal sapere la verità traesse forza a risalire l'abisso per essere sullo stesso piano del nemico nell'ultima lotta che precederà la fine di un mondo che, nonostante tutti gli aiuti di Dio, non volle diventare un pre-paradiso, ma preferì divenire un pre-inferno. E questa pagina mostrala, senza darla, a quelli che tu sai. A uno sarà aiuto contro i resti di una pseudo scienza che atrofizza il cuore, agli altri aiuto alla già forte spiritualità per la quale in tutto vedano il segno inconfondibile di Dio.»